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Orrido di Botri

Bagni di Lucca

Orrido di Botri

L'Orrido di Botri, uno dei più profondi canyons d'Italia, si trova nel territorio di Bagni di Lucca alle falde del monte Tre Potenze (m.1940) ed è stato prodotto dall'azione combinata d'antiche spinte tettoniche e dall'erosione di un solco, il Rio Pelago, affluente del torrente Fegana, tributario di sinistra del Serchio.
Per arrivarci da Lucca, occorre lasciare la statale n.12 del Brennero in località Chifenti e seguire la statale 445 della Garfagnana. Dopo due Km c'è il bivio per Tereglio; da qui bisogna seguire le indicazioni. In alternativa, da Bagni di Lucca, occorre salire a Montefegatesi (cfr. pag. 63) e da lì scendere verso Ponte a Gaio (640 m s.l.m.), ma in questo caso la strada è meno agevole.
Dalla foce del Rio Pelago nel Fegana (località Ponte a Gaio) l'escursione dentro l'Orri-do non presenta difficoltà sebbene sia inevitabile, in certi passaggi, entrare nella fredda acqua che scorre tra i sassi. In altri punti, dove è profonda, si percorrono piccole sporgenze attrezzate con funi. Le pareti a strapiombo del corridoio, lungo un Km e mezzo, non distano più di tre-quattro metri l'una dall'altra. La roccia più in basso, calcare selcifero, è ricollegabile ad un'isola del mare primordiale che si trovava dove ora è la media valle del Lima. La bancata arenacea sovrastante è quella caratteristica di tutto l'Appennino Toscano.
Dopo la confluenza col solco che scende da Foce a Giovo, si ammirano le "scalette", gradinate di roccia che si possono risalire dal basso, anche se è necessaria una certa esperienza alpinistica. Infine si arriva in un ampio teatro montano, tra il monte Giovo e il Tre Potenze, dominato dallo spartiacque che segna il confine tra Toscana ed Emilia.
Particolarmente suggestiva la risalita della bancata su cui è famosa la polla detta Fontana a Troghi (il nome sembra che riecheggi una voce longobarda cfr. pag. 118) nelle vicinanze della quale c'è un rifugio con 12 posti letto su prenotazione.
L'ambiente, selvaggio e poco praticabile, sotto alle estese faggete dell'Appennino, ha dirupi esposti al sole sui quali crescono rare specie erbacee e, nei tratti umidi e ombrosi, rari tipi di felci. La fauna è quella di montagna: scoiattolo, marmotta, volpe, tasso, puzzola, daino, capriolo, cinghiale e capra selvatica. Su tutti sovrasta l'aquila reale i cui nidi è possibile vedere anche ad occhio nudo sulle scoscese e tormentate pareti dell'Orrido.
Nel 1971 l'intero comprensorio dell'Orrido di Botri è stato dichiarato Riserva Naturale che tutela una superficie di 286 ettari, la cui gestione è affidata al Corpo Forestale dello Stato. Inoltre quest'area protetta è al centro di una più vasta Oasi di protezione faunistica, istituita dalla Provincia di Lucca nel 1993.
Per visitare l'Orrido è necessario rivolgersi all'Ufficio Foreste Demaniali di Lucca (tel. 0583-955525/6) o alla "Cooperativa Orrido di Botri" (tel. 0583-809081).

I testi descrittivi dei luoghi e le nozioni storiche sono tratti dalla
"GUIDA DEI BAGNI DI LUCCA" di Cherubini Marcello e Massimo Betti
Per Informazioni scrivi a
speziale@farmaciabetti.it


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