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Estratto di alcuni articoli del n.149

Editoriale

Hic sunt leones

“Qui ci sono i leoni”: così gli antichi romani definivano le zone sconosciute
dell’Africa sulle carte geografiche, dove non tracciavano strade o città. Questa
sembra la nostra situazione rispetto al resto della provincia. Emblematica è la
carta provinciale delle strade del vino e dell’olio (vedi immagine), ma altri esempi
non mancano. E’ una pubblicazione che grida vendetta. Le strade per raggiungerci
si interrompono magicamente, sia da Borgo a Mozzano che da Boveglio, come
fossimo nel deserto. Chi controbattesse che non abbiamo né vino né olio, legga i
paesini minuscoli della piana e della Garfagnana. Si tratta di uno spregio evidente,
che non depone sicuramente a onore di chi l’ha realizzata, Provincia in testa. Ma
è anche vero che il nostro Comune si è volontariamente escluso dalle iniziative
degli altri in tutti i campi. In un’inchiesta sull’Ospedale unico della Valle (Il Tirreno 2 marzo 2011),
tutti i sindaci hanno preso
posizione ma, come precisa una chiosa all’inizio
dell’articolo: “solo Bagni di Lucca non lo ha fatto”.
Nessuno di noi va all’ospedale? Il tema è controverso,
si può propendere per una posizione o l’altra, ma che
senso ha ignorare la questione. La supponenza non
fa bene a nessuno. Abbiamo bisogno di servizi, trasporti,
ambulatori, scuole, strade, turismo. Negli altri
comuni sono arrivati decine di milioni di euro di
contributi europei tramite la Regione, da noi gli
spiccioli. Negli altri comuni hanno inaugurato scuole
e ambulatori, da noi li hanno chiusi. Negli altri comuni
hanno aperto le attività… che chiudono da noi. Questo
appello sta diventando un disco rotto, forse quella
cartina non ha tutti i torti perché sembra di parlare
nel deserto. Su questo giornale vari cittadini hanno
espresso il loro parere in proposito, persone moderate
e al di fuori di agoni politici e come Corriere lo
abbiamo detto in più occasioni, non ultimo con
l’editoriale: “lacrime e sangue” di due numeri fa.
Ogni appello era seguito da suggerimenti per risolvere,
anche tutti insieme. E’ diventato stancante dopo ogni
coniglio uscito all’improvviso dal cilindro
dell’Amministrazione, sentirsi liquidare con i tormentoni:
“giudicate quando avremo finito”oppure
:”queste sono critiche politiche”. I risultati sono
evidenti, e deludenti. Alcune buone iniziative e alcune
belle individualità che si impegnano con passione
sono soffocate dal resto dei risultati. Pubblichiamo
in altra pagina una lettera di cinque exsindaci con
la botta e risposta con il sindaco Donati. Chi ha
seguito la cronaca degli ultimi 40 anni ha i dati per
giudicare, valutando senza generalizzazioni. Sarebbe
costruttivo e anche divertente un confronto pubblico,
come auspicato, errori ne sono stati fatti anche in
passato. Ma il problema è che non è il momento di
dietrologie, oggi molti cittadini che lavorano, si
impegnano e sperano in Bagni di Lucca, 40 anni fa
non erano neanche nati. Occorre una strategia progettuale
per il nostro futuro, non sogni di gloria. Un
primo passo semplicissimo è il coinvolgimento della
società civile. Non tanto come ultima spiaggia, ma
come strada di successo perseguita dagli altri Comuni
che incoraggiando e finanziando il volontariato di
commercianti, gruppi sportivi, associazioni culturali,
associazioni parrocchiali ecc. hanno creato e consolidato
manifestazioni di grande successo, anche economico.
Gli esempi si sprecano, dai vari festival della
birra, Halloween, serate musicali e concerti, incontri
culturali in piazza, settimane del commercio, musei
sulla storia del territorio e via dicendo. Siamo l’unico
Comune senza una Casa di Riposo per anziani e senza
un centro di raccolta documentaria dei nostri beni
storici. Abbiamo una piccola sala museale a San
Cassiano che non apre da anni perché non c’è accordo
tra Comune e Parrocchia sulla nomina di 8 (otto!!)
cittadini che ne dovranno decidere apertura e gestione:
una follia. Sembra che debbano decidere del futuro
dell’umanità, mentre il problema nel tempo sarà
mantenerla aperta ai visitatori, e rieccoci
all’importanza del volontariato. E mentre le menti
discutono, i turisti che vengono apposta non possono
vedere uno dei nostri beni più conosciuti: il San
Martino di Iacopo della Quercia. L’interesse del paese
e della popolazione è l’ultimo dei pensieri.
L’impressione diffusa è che ci sia temenza a coinvolgere
chi si impegna; si percepisce chiaramente un filtro di
garanzia politica per accettare collaborazione e idee.
I commercianti aspettano da più di un anno un incontro
esplicativo (promesso) sull’aria e la salute per andare
avanti sul progetto Alce, le richieste di coinvolgimento
e programmazione anche nelle decisioni sui lavori
pubblici sono rimaste lettera morta. Gli incontri
periodici tra Commercianti e Amministrazione si sono
interrotti dopo la richiesta di una pulizia nella zona
delle terme, e questa categoria è stata oggetto di una
sconcertante reprimenda in Consiglio Comunale.
L’Ufficio Unico nostro, di stanza a Borgo a Mozzano(!),
obbliga a viaggi estenuanti e spesso a vuoto chi ancora
insiste a investire sul territorio. Si è con pervicacia
invertito il ruolo della democrazia: non i politici al
servizio dei cittadini, ma i cittadini come sudditi. Sento
persone rassegnate che preferiscono andar via perché
“tanto non ci riprendiamo più”. Questa deve essere
invece la molla della ripresa. Chi veramente crede,
ha investito, si è impegnato nel costruire qui il proprio
futuro e spende il suo tempo libero in associazioni e
volontariato per questo beneamato paese, chi sente
vivo il legame delle radici, è il momento che si faccia
promotore di una svolta decisiva.
Massimo Betti

San Cassiano vince il premio nazionale

San Cassiano vince il premio nazionale

Gli alunni della scuola primaria di San Cassiano di Controne hanno vinto
il concorso nazionale di educazione ambientale “ Vividaria. Le piante amiche:
la biodiversità che unisce”. Sono state oltre 500 le classi coinvolte in Italia,
con più di diecimila bambini che hanno affrontato e sviluppato il tema della
biodiversità vegetale e dell’importante ruolo rispetto ai cambiamenti climatici.
Il lavoro, svolto durante l’anno scolastico, è stato raccolto in un libro dal
titolo “Le erbe magiche dei nostri luoghi” che contiene tutta la documentazione
sulle piante caratteristiche del nostro territorio.
I bambini hanno partecipato con entusiasmo e coinvolgimento nella raccolta

delle piante e delle informazioni relative
ad esse, nella costruzione di un erbario
ed infine hanno dato libero spazio alla
fantasia inventando storie, poesie, indovinelli,
filastrocche, modi di dire e
illustrando le erbe raccolte in circa duecento
quadri.
Questa esperienza ha coinvolto non
solo i bambini ma l’intera comunità ed
è consistita in una complessa ricerca
sugli utilizzi popolari delle piante officinali
da sempre usate nei nostri luoghi sia
a scopo terapeutico che cosmetico e
alimentare.
I genitori hanno collaborato nel fornire
informazioni e ricette e i nonni sono venuti a scuola per le interviste. Il
lavoro, oltre che dall’ insegnante referente Felicia Luongo, è stato seguito
per la parte scientifica dal farmacista dal Dottor Massimo Betti, esperto
in piante officinali, collaboratore con l’università di Pisa e docente per
corsi Ecm del Ministero della Salute.La scuola è stata premiata per
l’importante lavoro di recupero, valorizzazione e conservazione delle
tradizioni locali e per la conoscenza, tutela e salvaguardia dell’ambiente.Il
premio ha suscitato entusiasmo in tutta la comunità, che si è vista
coinvolta prima nella ricerca delle tradizioni e poi dal risultato entusiasmante
dato dal lavoro dei bambini. Così il 31 maggio
l’intera scolaresca, accompagnata da genitori,
nonni, insegnanti, farmacista e dirigente scolastico
si sono recati a Roma, presso il Parco dell’Appia
Antica, per ricevere il premio consistente in un
viaggio in un’area protetta della regione
d’appartenenza. Poi tutti insieme a passeggio per
Roma in una giornata di amicizia, gioia e piacere
di stare insieme. Il tutto si è concluso poi con una
grande festa e la mostra dei lavori all’agriturismo
Pian di Fiume. Una bellissima esperienza per tutti.
L.R.

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